La vicenda di Theodore Kaczynski, l’Unabomber americano: ex matematico, terrorista solitario, autore di una campagna di pacchi bomba durata dal 1978 al 1995, conclusa con l’arresto nella sua cabina in Montana.
Il nome di Theodore John Kaczynski è entrato nella storia criminale americana con un soprannome: Unabomber. Non fu un serial killer nel senso classico, ma un terrorista solitario, capace di costruire ordigni artigianali e inviarli per anni a università, compagnie aeree, ricercatori, informatici, dirigenti e persone legate, nella sua visione, al mondo tecnologico-industriale che odiava.
Nato nel 1942, Kaczynski era stato un ragazzo prodigio: entrò ad Harvard a 16 anni, conseguì un dottorato in matematica e insegnò all’Università della California, Berkeley. Poi lasciò la carriera accademica e si ritirò in una piccola cabina vicino a Lincoln, nel Montana, senza elettricità né acqua corrente.

John Kaczynski: la campagna di pacchi bomba e la lunga caccia dell’FBI
La prima bomba attribuita all’Unabomber esplose nel 1978 a Chicago. Da lì iniziò una campagna durata fino al 1995: secondo l’FBI, Kaczynski spedì o consegnò 16 ordigni, uccidendo tre persone e ferendone 23. Il nome “UNABOM” nacque dalle prime piste investigative legate a università e compagnie aeree, cioè “UNiversity and Airline BOMbing”.
Le vittime mortali furono Hugh Scrutton, proprietario di un negozio di computer a Sacramento, Thomas Mosser, dirigente pubblicitario ucciso nel New Jersey, e Gilbert Murray, presidente della California Forestry Association. I bersagli non erano scelti per motivi personali diretti, ma perché Kaczynski li collegava al sistema tecnologico che voleva colpire.
Il manifesto, il fratello David e l’arresto in Montana
La svolta arrivò nel 1995, quando l’Unabomber inviò ai giornali un lungo testo, poi noto come manifesto, sostenendo che avrebbe interrotto gli attentati se fosse stato pubblicato. Dopo un difficile confronto tra autorità e stampa, il testo uscì. Fu proprio quello a tradirlo: il fratello David Kaczynski riconobbe stile, idee e formule linguistiche simili a vecchi scritti di Ted e avvisò l’FBI.
Il 3 aprile 1996, gli agenti arrestarono Kaczynski nella sua cabina in Montana. Dentro trovarono componenti per bombe, migliaia di pagine di diari e un ordigno pronto per essere spedito. Nel 1998 si dichiarò colpevole per evitare la pena di morte e fu condannato a più ergastoli senza possibilità di libertà condizionale.
Kaczynski morì in carcere nel 2023, a 81 anni. La sua storia resta una delle più complesse della cronaca americana: un ex matematico brillante trasformato in terrorista, un uomo capace di sfuggire per anni alle indagini e di usare le parole del proprio manifesto come arma finale, ma anche come traccia decisiva della sua identificazione.